Lo Sporting Predappio ha conquistato il girone N di Seconda Categoria, completando un percorso nato dopo la retrocessione e costruito su basi nuove, dentro e fuori dal campo.
A raccontare il percorso dei romagnoli è Roberto Ferrini, allenatore della squadra.
Da dove è ripartito il progetto dello Sporting Predappio?
“Siamo partiti l’anno scorso con un progetto nato dopo la retrocessione. Prevedeva un cambio a livello di staff tecnico, di squadra e di giocatori, oltre all’ingresso di nuovi dirigenti. Io ero lì come secondo allenatore, dopo una carriera da giocatore a Predappio, poi mi è stato chiesto di prendere in mano la squadra”.
Quando avete capito che sarebbe potuto essere l’anno buono?
“Abbiamo puntato sull’aspetto umano, sia per quanto riguarda i giocatori, sia per quanto riguarda i dirigenti. Abbiamo cercato di costruire una famiglia, prima ancora di una società. Non è stato facile amalgamarsi, ma quando abbiamo visto che tutti remavano dalla stessa parte, abbiamo capito di poter fare qualcosa di importante”.
Qual è stata la svolta della stagione?
“Nel girone di ritorno, dopo l’unica sconfitta, arrivata in trasferta con il Meldola, ci siamo chiusi nello spogliatoio, abbiamo cambiato modulo e ci siamo ricompattati. Da lì sono arrivate otto vittorie e un pareggio, che ci hanno portato alla conquista del campionato all’ultima giornata”.
Cosa ha fatto la differenza?
“La forza del gruppo”.
Con quali obiettivi affronterete la prossima stagione?
“Vogliamo continuare a crescere a livello societario e di struttura. L’obiettivo è proseguire nel lavoro in modo sano e pulito, cercando di ottenere buoni risultati”.
Damiano Montanari
Ufficio Stampa e Comunicazione CRER FIGC LND